Passione, Voce e Comunità: "Joyful Praise" attraverso il racconto dei suoi protagonisti
Dopo un'attesa lunga dieci anni, il 7 Hills Gospel Choir torna con un'opera che sta già catturando l'attenzione di appassionati e addetti ai lavori. Il suo secondo album, "Joyful Praise", rilasciato su tutte le principali piattaforme digitali lo scorso 31 luglio, segna un ritorno potente e un'evoluzione sonora destinata a lasciare il segno. In questo articolo esclusivo, non solo vi presentiamo l'album, ma vi portiamo direttamente dietro le quinte attraverso le parole dei protagonisti, con interviste che svelano l'anima e il lavoro dietro questo straordinario progetto. Un'occasione per scoprire perché "Joyful Praise" ha tutte le carte in regola per essere una delle uscite più significative e apprezzate nel panorama della musica gospel del 2025.
15 Anni di Palco, Passione e Solidarietà: La Storia del 7 Hills Gospel Choir
Prima di immergerci nel nuovo album, è fondamentale capire chi è il 7 Hills Gospel Choir. Con 15 anni di attività, il coro ha costruito un percorso ricco e variegato: "Concerti, Eventi, partecipazioni Tv, Collaborazioni internazionali, Solidarietà, Gemellaggi, insomma non ci facciamo mancare nulla nel nostro percorso". Questa esperienza non è solo un vanto, ma la solida base su cui poggia la qualità e la profondità di "Joyful Praise".
"Joyful Praise": Il Suono dell'Evoluzione
L'album è un viaggio musicale composto da 10 tracce: 9 cover accuratamente selezionate e 1 brano inedito, "Let the Holy Spirit", scritto e musicato dal direttore Gianluca Buratti. La sua firma artistica è presente anche nel raffinato arrangiamento jazz a 5 voci di "What a Wonderful World". Il disco include gemme come "Living Water" e il "Kyrie", tratte dal celebre Musical "Messiah", e l'incontenibile energia della famosissima "Joyful Joyful".
A Tu per Tu con la Guida del Coro: Interviste al Direttore e al Presidente
Per comprendere la visione strategica e artistica, abbiamo parlato con le due figure chiave del coro.
L'Intervista al Direttore Artistico, Gianluca Buratti
- Qual è stata l'ispirazione principale dietro l'album "Joyful Praise"?
"Obiettivo dell’album era quello di tornare a farci sentire e farci conoscere nel mondo dopo 10 anni dall’uscita di 'First'!" - Come pensi che si sia evoluto il suono del coro con questo album?
"Beh, l’evoluzione è tangibile a livello di sound, molte voci cambiate, maggiore esperienza e studio ed anche metodo di registrazione hanno contribuito alla realizzazione di un prodotto di qualità decisamente superiore." - Quali sono state le maggiori sfide incontrate durante la produzione dell'album?
"La gestione dei tempi: conciliare le esigenze di coristi e musicisti ma soprattutto arrivare in studio preparati ci ha permesso di essere pragmatici, concentrati ed assolutamente rapidi!" - C'è una canzone particolare nell'album che senti rappresenti al meglio l'essenza del coro?
"Ogni brano contenuto rappresenta una particolarità del coro che riesce ad esprimersi in ambiti e stili diversi, mantenendo sempre una performance qualitativa costante, passando da brani intensi e coinvolgenti a brani emotivamente più carichi di sentimento, ma sempre con l’obiettivo di suscitare emozioni nei nostri ascoltatori. Logicamente attenzione particolare è stata focalizzata su 'Let the Holy Spirit', brano inedito scritto da me!"
L'Intervista al Presidente del Coro
- Cosa speri che il pubblico provi ascoltando l'album per la prima volta?
"Emozioni positive e gioia senza dubbio e che abbia voglia di ascoltare più di una volta le stesse canzoni." - Qual è il tuo obiettivo principale per il coro con l'uscita di "Joyful Praise"?
"Quello di diffondere la nostra musica soprattutto cercando di raggiungere il numero massimo possibile di persone attraverso le numerose piattaforme musicali su cui ci possono trovare." - In che modo il coro contribuisce alla comunità attraverso la sua musica?
"La musica Gospel è una musica che unisce, che procura gioia, che trasmette messaggi di pace e che può essere anche di contrasto a ciò che sta accadendo in tutto il mondo e che possa tradursi anche in un messaggio di speranza."
Un Cuore, Tante Voci: I Coristi Raccontano il Coro e l'Album
L'anima di un coro risiede nelle singole voci e nelle esperienze di chi lo compone. Abbiamo chiesto ad alcuni membri di condividere cosa significa per loro far parte di questo progetto e come hanno vissuto la creazione del nuovo album.
Cosa significa far parte del 7 Hills Gospel Choir?
Per Pina, l'armonia del coro è una vera magia che unisce persone diverse:
"Cantare in un coro è sempre stata una bella esperienza da quando ero bambina. La suora che ci preparava per la Prima Comunione spesso ci faceva cantare e mi ha lasciato un bel ricordo di quei momenti. Cercavo sempre di fare il controcanto e con gli anni ho imparato ad apprezzare sempre di più l'armonia che si crea con le diverse voci. Sono felice di far parte dei contralti perchè spesso abbiamo parti che sostengono ed armonizzano la melodia principale. Credo che l'armonia creata dalle voci non sia solo ...musicale. Il coro riesce ad unire e rendere compatibili anche elementi molto diversi ! Quando discutiamo di argomenti vari siamo persone con idee e visione della vita molto diverse ma poi nel canto ci uniamo e condividiamo la stessa passione e questa è una vera magia. Il nostro direttore riesce ad unire le diverse voci e ci permette di dare il meglio di noi ognuno con le proprie possibilità. Sono molto felice e orgogliosa di far parte dei 7hills dal 2013 !!"
Sabrina, pur essendo arrivata da poco, si è sentita subito a casa:
"Nonostante io sia nel 7 Hills Gospel Choir da meno di un anno, mi sento già parte integrante del gruppo. L'accoglienza calorosa che ho ricevuto mi ha fatta sentire subito a mio agio. Cantare con loro mi dà una grande gioia e mi aiuta a superare lo stress. Inoltre, grazie al lavoro che facciamo insieme durante le prove, sto migliorando le mie tecniche vocali, il che mi ha permesso di partecipare a molti eventi. È un vero privilegio far parte di questo coro."
Per Alessandra, l'esperienza è un continuo scambio di energia che si trasforma in un viaggio interiore durante la registrazione:
"Cantare dal vivo, sia in coro che da solista accompagnato dal coro, è un continuo scambio di energia positiva, sia tra i compagni di coro, sia tra coro, solista, pubblico. Dà un senso di euforia grazie alla fusione di tante voci che formano una sola anima. Cantare in sala registrazione, richiede più precisione e concentrazione… cosa che accade anche dal vivo, ma nel primo caso il gruppo più numeroso fa sparire la famosa “ansia da prestazione”. Qui l’ambiente, teoricamente più asettico, ti fa in realtà prendere più contatto con il tuo “io” e intraprendere un viaggio interiore, e il tuo compito è quello di scriverne il diario."
L'esperienza in studio: la nascita di "Joyful Praise"
Registrare un album è un'esperienza unica e molto diversa dall'esibizione dal vivo. Donatella la descrive come "nuova, ma bellissima", sottolineando come "cantare solo la propria linea comporta un'attenzione e concentrazione particolare" e definendo il CD "molto bello e più accessibile grazie allo streaming". Per Gianni, la sala di registrazione "è un esperienza unica, sei tu, la base musicale nelle orecchie e il microfono, occorre concentrazione, precisione e la consapevolezza che quello che stai facendo poi resterà scolpita nel tempo".
Per chi era alla prima esperienza, come Silvia, è stato "un lancio nel buio che mi ha ripagato di mille emozioni", mentre Sara, che l'aveva già fatta, prova ogni volta "un senso di eccitazione, soddisfazione e orgoglio". Un'emozione condivisa da Giada, che afferma: "Sono due tipi di esibizioni e emozioni diverse, entrambe uniche a mio avviso".
Luciana distingue nettamente le due modalità: "Nel live io sento che canto con il cuore e tutto il corpo, una energia elettrizzante. In studio invece è tutto più raccolto, cantiamo con la mente. Bello come scrivere in libro". Un'idea di introspezione ripresa da Elena, per cui la registrazione "è stato un grande lavoro mentale" che in un momento difficile l'ha "costretta a concentrarsi solo sul canto e trovare la forza di farlo con gioia".
L'atmosfera professionale ha affascinato Guido, che parla di "esperienza unica, respirare l'atmosfera da professionisti della musica", e anche Helene, che inizialmente spaventata dal sentirsi "sola e molto esposta", si è poi sentita protetta dal gruppo ed è ora "felice di aver contribuito a questo nuovo album di cui vado molto fiera".
Le canzoni preferite spaziano dall'energia alla commozione. Pina ama "Joyful Joyful" per l'energia e "Living Water" perché le permette di suonare il sax.
Infine, il riscontro del pubblico è già caloroso, come testimoniano Alessandra – "Amici e colleghi dicono che siamo ultra bravi e sono felici di poterci ascoltare in qualsiasi momento!" – e la tenera recensione della mamma di una corista:
"i brani sono molto belli e diversi uno dall'altro, avete tanta energia su alcuni e molta dolcezza in altri, comunicate tanta allegria e fate venire voglia di cantare con voi!"
Pronti a Vivere l'Emozione? Ascolta "Joyful Praise" Ora!
Ora che conoscete la storia, la passione e le emozioni dietro questo magnifico progetto, non vi resta che premere play. "Joyful Praise" è disponibile su tutte le migliori piattaforme musicali online. Pre-salvate l'album, aggiungetelo alle vostre playlist e seguite il 7 Hills Gospel Choir per rimanere aggiornati su tutte le novità e le future esibizioni dal vivo.

















